L’intervento sulle vittime di Mutilazioni Genitali Femminili richiede un approccio integrato che comprende sia trattamenti medico-chirurgici che psicologici. Questa pratica è considerata una grave violazione dei diritti umani ed è definita come l’ablazione dei genitali esterni delle donne per ragioni culturali, non terapeutiche, spesso eseguita in condizioni igieniche precarie senza anestesia. Il Parlamento Europeo sta lavorando per contrastare questa pratica, ma si stima che attualmente 200 milioni di donne e ragazze nel mondo ne siano vittime, con una concentrazione elevata in alcune regioni.
Le conseguenze delle Mutilazioni Genitali Femminili includono dolore cronico, rischio di malattie sessualmente trasmissibili, infertilità e complicazioni durante la gravidanza. Negli ultimi anni, sono stati condotti studi che evidenziano anche gravi conseguenze psicologiche, come ansia, depressione e Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD).

Per affrontare questa problematica, è essenziale un approccio integrato che comprenda sia interventi chirurgici di ricostruzione genitale per alleviare il dolore e migliorare l’immagine di sé, sia terapie psicologiche. La terapia cognitivo-comportamentale si è dimostrata efficace nel trattamento dei sintomi ansiosi, depressivi e post-traumatici associati alle Mutilazioni Genitali Femminili.
Il Parlamento Europeo sta intensificando gli sforzi per contrastare questa pratica e offrire supporto alle vittime, inclusi trattamenti medici e psicologici integrati. Un esempio positivo è l’applicazione per smartphone “i-Cut,” sviluppata da studentesse keniane nel 2019, che aiuta le vittime a trovare assistenza e denunciare il crimine. È importante anche educare le comunità sulle conseguenze negative delle Mutilazioni Genitali Femminili e sfatare le convinzioni culturali errate che le sostengono.
In conclusione, affrontare le Mutilazioni Genitali Femminili richiede un approccio completo che unisca interventi medici e psicologici e includa sforzi educativi per eliminare questa pratica dannosa basata su convinzioni culturali errate.
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